![]() | Alexandre SirvinTra reale ed immaginario, Sirvin si diverte a fondere le discipline per offrire scenari ibridi e ludici, mescolando arte e architettura. |
Alexandre Sirvin, artista nato nel 1979, lavora tra Parigi e Venezia. Tra reale e immaginario, si diverte a fondere le discipline per offrire scenari ibridi e ludici, mescolando arte e architettura.
Il suo coinvolgimento nei quartieri più difficili della città dà la nascita a diversi progetti pubblici: "ECOBOX", un’interfaccia interattiva a La Chapelle nella XVIII divisione di Parigi, così come a diversi progetti, esposizioni e uno studio di riqualificazione ordinata dalla città nel quartiere degli affari de La Défense, in collaborazione con lo studio di architettura Lenoci-Guzzardi.
Il suo lavoro pone l'accento sulle pratiche identitarie, territoriali e intime delle nostre società post-industriali.
Co-fondatore del progetto "1980" basato sulla trasversalità e l'utilizzo di diversi linguaggi all'epoca dei loro interventi, Alexandre Sirvin ritorna oggi con una produzione personale legata alla riflessione sulla parte incosciente dell'architetto, sulle eterotopie e su altre fantasmagorie.
“Dovrebbe essere un compito seducente ristabilire in noi la vita rappresentativa di una giornata della nostra infanzia. Si tratterà quindi di ritrovare queste dimensioni dell’infanzia. Ad un certo momento prima di addormentarsi, l’immaginazione a volte ci riesce. Improvvisamente tutto è di nuovo là. [...] Colui che non è capace di un simile sforzo di evocazione non ha che da farsi rendere il denaro dei suoi studi. Un buon cervello deve riuscire a rappresentarsi tutte le febbri dell’infanzia nei più piccoli dettagli con una tale intensità da fare ritornare l’alta temperatura.”
Karl Kraus, «Aforismi»
| "Waterpod" Alexandre SirvinDel 05 maggio al sabato 04 giugno 2011 Il suo lavoro interroga le pratiche identitarie, territoriali e intime delle nostre società post-industriali. |
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